Tubi Alimentari: Guida a Sicurezza, Igiene e Certificazioni

Nel settore alimentare, tutti i componenti degli impianti operativi vengono sottoposti a rigorosi controlli

Il motivo è estremamente semplice: l’esigenza di tutelare lasicurezza del consumatore e garantire laqualità del prodotto finito.

Qualsiasi parte dell’impianto entra infatti in contatto (diretto o indiretto) con gli alimenti. Da qui l’alto grado di attenzione riservato ad ogni componente per non compromettere l’intera filiera alimentare

In questo contesto, uno degli elementi cruciali è il tubo flessibile, che rappresenta a tutti gli effetti un Punto Critico di Controllo (CCP) secondo il sistema HACCP.

Un tubo non conforme può infatti causare: 

  • migrazione chimica di sostanze nocive negli alimenti;
  • contaminazioni microbiologiche e fisiche, con formazione di batteri e muffe o presenza di residui e particelle;
  • alterazione organolettica;
  • sanzioni legali;
  • blocco della produzione.

Scegliere tubi flessibili alimentari certificati non è quindi solo una questione tecnica, ma una responsabilità strategica, a partire dal materiale con cui sono progettati e realizzati.

Per saperne di più su questo argomento, è possibile consultare la nostra guida su quale materiale scegliere tra PVC, gomma, EPDM, Silicone e PTFE.

Il Quadro Normativo: Cosa rende un tubo “Alimentare”?

Quando si parla di tubi flessibili per l’industria alimentare, il concetto di “idoneità alimentare” non si lega all’interpretazione del produttore, ma è definito da un sistema normativo rigoroso e strutturato. 

Questo insieme di regole serve a garantire che ogni materiale a contatto con gli alimenti sia sicuro, stabile e neutro, lungo tutto il ciclo produttivo.

Tra le norme e le regole da dover rigorosamente conoscere ci sono:

  • MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti); 
  • Certificazione FDA (CFR 21.177.2600);
  • Marcatura e Tracciabilità.

Per un approfondimento legale completo, è disponibile il nostro post su normative e certificazioni dei tubi industriali: ATEX, FDA, EN e ISO.

MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti)

Il quadro normativo MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti) stabilisce i requisiti fondamentali per tutti i componenti destinati al contatto con prodotti alimentari, inclusi i tubi flessibili.

Il riferimento principale è il Regolamento CE 1935/2004, che introduce un principio chiave: “qualsiasi materiale non deve trasferire sostanze agli alimenti in quantità tali da rappresentare un pericolo per la salute umana o da alterarne le caratteristiche organolettiche.”

Questo significa che un tubo flessibile alimentare, oltre a garantire resistenza meccanica, deve anche essere progettato per non interagire chimicamente con il prodotto trasportato.

A questo si affianca il Regolamento UE 10/2011, specifico per i materiali plastici, che stabilisce: 

  • limiti di migrazione globale, ovvero la quantità totale di sostanze cedute;
  • limiti di migrazione specifica per singole sostanze potenzialmente critiche;
  • liste positive delle sostanze utilizzabili.

Tutti i materiali utilizzati devono quindi esseretestati in condizioni reali di utilizzo (temperatura, tipo di alimento, tempo di contatto) per dimostrare la propria efficacia.

Queste normative sono obbligatorie per la commercializzazione in Europa.

Certificazione FDA (CFR 21.177.2600)

La FDA (CFR 21.177.2600) è lo standard statunitense di riferimento per i materiali elastomerici a contatto con alimenti.

Si tratta di una Certificazione che garantisce che il materiale:

  • è formulato con sostanze approvate;
  • non rilascia composti pericolosi;
  • mantiene stabilità anche in condizioni critiche.

Riguarda le Aziende che esportano verso gli Stati Uniti o in contesti dove è richiesta una doppia conformità (UE + extra UE).

Marcatura e Tracciabilità

Per essere considerato conforme, un tubo flessibile alimentare deve essere certificato, ma anche riconoscibile e verificabile direttamente sul prodotto.

Da qui l’importanza della marcatura come sigillo di controllo e trasparenza, che deve contenere:

  • simbolo “bicchiere e forchetta”: indica visivamente l’idoneità al contatto alimentare secondo le normative europee;
  • codice lotto (o numero di produzione): permette la tracciabilità completa del tubo, fondamentale in caso di controlli o richiami;
  • riferimenti normativi stampati: consentono di verificare immediatamente la conformità (MOCA, FDA, ecc.).

Questo sistema consente di risalire rapidamente all’origine del prodotto, ai materiali utilizzati e ai test effettuati.

Sicurezza e Igiene: Prevenire la Contaminazione (Biofilm e Batteri)

Sempre nel contesto dell’industria alimentare, la sicurezza non si limita alla scelta di materiali certificati, ma riguarda anche il comportamento del tubo flessibile durante l’utilizzo quotidiano

Anche se non è immediatamente visibile, questo componente può infatti andare incontro alla contaminazione microbiologica che, nel tempo, può compromettere la qualità del prodotto e l’intero processo produttivo. 

Uno degli aspetti da tenere in considerazione da questo punto di vista è la rugosità della superficie interna del tubo flessibile. Anche microscopiche irregolarità possono trattenere residui di prodotto, creando zone difficili da pulire. 

Diventa quindi necessario optare per la superficie interna “mirror-smooth”: essendoultra liscia, consente diridurre drasticamente il ristagno di residui, evitando accumuli invisibili e di limitare la proliferazione microbica, rendendo più efficace ogni ciclo di lavaggio. Inoltre, ostacola la formazione di biofilm, cioè colonie di batteri che si ancorano alle superfici

Anche la sanificazione dell’impianto è cruciale. Qui entrano in gioco due diversi processi, diventati ormai standard nell’industria alimentare:

  • CIP (Clean-In-Place): prevede lavaggi automatici con agenti chimici (soda caustica o acido nitrico), progettati per rimuovere residui organici e contaminanti;
  • SIP (Steam-In-Place): utilizza vapore saturo ad alte temperature per ottenere una sterilizzazione profonda.

Questi processi sottopongono i tubi flessibili a condizioni estremamente stressanti: solo quelli progettati con la giusta resistenza mantengono le caratteristiche nel tempo e non rischiano di sviluppare microfessure interne o rilasciare particelle e sostanze indesiderate.

La resistenza ai cicli CIP/SIP è quindi un parametro essenziale nella scelta di tubi alimentari certificati.

C’è poi un terzo aspetto da considerare: la composizione chimica dei materiali, in particolare la presenza di ftalati, plastificanti utilizzati per rendere più flessibili alcune materie plastiche.

I ftalati hanno la tendenza di migrare negli alimenti (soprattutto in condizioni specifiche, come cibi grassi o alcolici), aumentando il rischio per la salute e compromettendo la conformità normativa del prodotto finito.

Da qui la pratica di utilizzare tubi phthalates-free, che garantiscono:

  • maggiore sicurezza chimica;
  • conformità alle normative più restrittive;
  • idoneità anche per applicazioni sensibili

La scelta di materiali senza ftalati è diventato uno standard imprescindibile per le aziende che vogliono operare in modo sicuro e competitivo.

Guida alla Scelta: Compatibilità Chimica e Tipologia di Alimento

La scelta dei tubi flessibili alimentari certificati non può essere standardizzata: ogni alimento presenta caratteristiche chimiche e fisiche specifiche, che influenzano direttamente il comportamento del materiale. 

Ignorare questo aspetto significa esporsi arischi concreti: contaminazioni, degradazione precoce del tubo e alterazione del prodotto finale.

Diventa quindi fondamentale valutare sempre la compatibilità tra materiale e alimento trasportato, considerando fattori come composizione chimica, temperatura, contenuto di grassi o alcol e abrasività.

Bevande alcoliche e vino

Per l’industria delle bevande alcoliche e il settore enologico, uno degli aspetti più delicati è la neutralità organolettica

Vino, birra e distillati sono infatti prodotti altamente sensibili: anche solo una minima interazione con il materiale del tubo può compromettere irrimediabilmente qualità e valore.

In questi ambiti, i tubi flessibili devono quindi garantire:

  • assenza totale di cessione di odori o sapori;
  • stabilità chimica a contatto con l’alcol.

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Alimenti Grassi, Oli e Latticini

In applicazioni con alimenti ricchi di grassi, bisogna prestare grande attenzione alla capacità dei lipidi di penetrare e degradare molte mescole standard.

Se questo avviene, la conseguenza è la formazione di rigonfiamenti, perdita di elasticità e rilascio di sostanze indesiderate.

Per queste applicazioni è necessario utilizzare materiali specificamente progettati, come:

  • NBR (gomma nitrilica), altamente resistente agli oli e ai grassi;
  • bio-compound avanzati, studiati per garantire sicurezza e durabilità anche in condizioni gravose.

Fare la scelta corretta significa preservare la qualità del prodotto, aumentare la vita utile del tubo e ridurre i costi di manutenzione.

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Alimenti Secchi e Abrasivi (Farine e Zuccheri)

Per i tubi flessibili impiegati nel trasporto di prodotti secchi (farine, zucchero o cereali), il rischio principale è fisico:

  • abrasione interna, per il continuo sfregamento delle particelle;
  • accumulo di cariche elettrostatiche, con conseguente comparsa di aderenze, intasamenti o scintille.

L’industria alimentare che lavora alimenti secchi e abrasivi deve quindi puntare su tubi in poliuretano (PU), in particolare nelle versioni antistatiche e ad alta resistenza all’abrasione.

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Checklist di Sicurezza per il Quality Manager

Essenziale anche la Dichiarazione di Conformità, un documento che deve sempre essere richiesto al fornitore e deve obbligatoriamente contenere:

  • riferimenti normativi (MOCA, FDA);
  • specifiche tecniche;
  • tracciabilità del prodotto.

Nell’ambito dell’industria alimentare, rappresenta una vera e propria garanzia tecnica e legale, che dimostra in modo ufficiale che il tubo flessibile è sicuro, conforme alle normative vigenti e adatto all’uso previsto.

Conclusioni: La responsabilità della scelta

Le Aziende che operano nell’industria alimentare sono tenute a scegliere tubi flessibili alimentari certificati per proteggere:

  • qualità del prodotto;
  • sicurezza del consumatore;
  • reputazione del brand.

In un mercato sempre più attento e regolamentato, risparmiare su questo aspetto può compromettere anni di lavoro, minando la fiducia di clienti e partner. Inoltre, può comportare costi importanti in termini di richiami di prodotto, multe e sanzioni.

Di conseguenza, la qualità dei materiali dei tubi flessibili non deve essere considerato un costo, ma un investimento in sicurezza, continuità operativa e credibilità.

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