Il vino rappresenta ormai da anni un bene di enorme valore. Per questo motivo in una cantina ogni dettaglio deve incidere positivamente sulla qualità finale.
Tra i componenti che molto spesso vengono sottovalutati ci sono i tubi enologici. Si tratta di condotte flessibili specificamente progettate per il trasferimento di vino, mosto e liquidi alimentari.
I tubi enologici rappresentano quindi veri e propri “vasi sanguigni” della cantina attraverso cui il vino scorre durante travasi, filtrazioni e imbottigliamento.
Non prestare la giusta attenzione a questo componente può rivelarsi un grave errore: un tubo inadatto può infatti compromettere mesi o anni di lavoro, alterando aromi, sapori e struttura del prodotto.
Al contrario, una scelta corretta garantisce la preservazione delle caratteristiche organolettiche, evitando contaminazioni e mantenendo intatta l’identità del vino.
Tipologie di tubi enologici: quale scegliere?
Esistono diverse tipologie di tubi enologici.
Tra i più diffusi ci sono i tubi in PVC (polivinilcloruro) esenti da ftalati (PHF free), scelti per la loro versatilità, praticità, leggerezza e trasparenza, che consente di monitorare visivamente il passaggio del prodotto. Questi tubi sono ideali per travasi semplici e per il lavoro manuale e hanno un costo decisamente accessibile.
Un esempio è il tubo Bacco in PVC-P esente da ftalati (PHF free), rinforzato con spirale in PVC rigido antiurto, utilizzato nel trasporto di bevande con gradazione alcolica fino al 50%. Robusto ma flessibile, garantisce un flusso regolare, estrema resistenza e massima adattabilità sia per aspirazione che mandata.
Nelle cantine moderne si sta diffondendo l’evoluzione naturale dei tubi in PVC: parliamo dei tubi Bio-compound, sviluppati a partire parzialmente da fonti rinnovabili, che hanno un minore impatto ecologico e una maggiore sostenibilità, a parità di prestazioni.
Si tratta di tubi progettati senza ftalati (PHF), perfetti quando si parla di sicurezza alimentare: la loro composizione elimina infatti il rischio di migrazione di sostanze indesiderate nel vino.
Uno fra tutti è il Plutone Bio, un tubo trasparente completamente liscio che garantisce resistenza anche in aspirazione e favorisce igiene e scorrimento ottimale del prodotto. Certificato per uso alimentare (normative UE e FDA), è adatto al trasporto di latte, vino, succhi e liquidi fino al 50% di alcol, sia in aspirazione che mandata.
Nelle cantine che operano in condizioni più impegnative, i tubi in gomma restano ancora la scelta migliore. Oltre all’ottima compatibilità con alcol elevato (anche fino a 96°), assicurano alta resistenza a temperatura e pressione e una maggiore durata nel tempo.
Per i professionisti dell’enologia che lavorano in modo dinamico, ci sono invece i Tubi Ondulati (Easy Handling), progettati per essere spostati frequentemente. Hanno grande flessibilità e consentono una facile movimentazione tra le vasche, andando così a ridurre drasticamente lo sforzo operativo.
Parliamo di componenti ad hoc, come il Vinoflex Easy: un tubo spiralato ondulato, adatto sia per aspirazione che mandata di vini pregiati e alcolici, con una copertura resistente e a basso attrito che lo rende ideale per cantine operative e con layout variabile.
Requisiti Tecnici: Neutralità Organolettica e PHF
Per le cantine di ogni dimensione e livello di produzione, uno dei rischi principali è la migrazione di sostanze dal tubo al vino.
La conseguenza è quel fenomeno invisibile che genera alterazioni organolettiche, difetto che può coprire gli aromi naturali, modificare il gusto originale e compromettere la qualità percepita.
Utilizzare tubi certificati in cantinasignifica scegliere materiali progettati e testati specificamente per il contatto con alimenti e bevande, quindi per non interferire in alcun modo con il vino durante tutte le fasi di lavorazione. Questi componenti garantiscono una neutralità organolettica totale, senza mai rilasciare sostanze che possono alterare profumo, gusto o colore.
Inoltre, sono realizzati per resistere al contatto con etanolo e sostanze acide, assicurando assenza di odori e sapori indesiderati, anche dopo utilizzi prolungati o in condizioni impegnative.
Si tratta di un aspetto cruciale soprattutto nei vini pregiati o destinati all’invecchiamento, dove anche una minima alterazione può compromettere anni di lavoro e incidere sulla qualità finale del prodotto.
E’ quindi tassativo utilizzaretubi senza ftalati (PHF), privi di plastificanti dannosi, che offrono maggiore sicurezza alimentare, zero rischi di contaminazioni chimiche e conformità alle normative internazionali.
Per saperne di più sulle normative e certificazioni dei tubi industriali (FDA e MOCA) puoi leggere la nostra guida dettagliata.
Aspirazione vs Mandata: caratteristiche strutturali
Prima di scegliere i tubi enologici per la propria cantina, è fondamentale sapere che non tutte le tubazioni lavorano allo stesso modo.
La differenza principale? Alcuni devono aspirare il vino, mentre altri devono spingerlo verso una destinazione.
Nel caso dell’aspirazione, come nel caso di trasferimento da serbatoi profondi, all’interno del tubo si forma una pressione negativa che permette al liquido di essere risucchiato dal serbatoio verso la pompa. Per evitare che il collassi su sé stesso, viene rinforzato con una spirale in acciaio o in PVC che mantiene la forma originaria anche sotto depressione.
Nella mandata invece, il principio è contrario: il liquido viene spinto dalla pompa all’interno del tubo, quindi lavora in pressione positiva. In questo caso il tubo deve resistere alla pressione interna senza gonfiarsi o rompersi e viene quindi progettato con materiali e rinforzi adatti. Questo tipo di tubo viene utilizzato generalmente in filtrazione e imbottigliamento.
In questo post su quale materiale scegliere tra PVC e gomma, puoi scoprire come la mescola influenza realmente la durata.
Manutenzione e Lavaggio delle Tubazioni in Cantina
Nelle tubazioni per cantina, anche la corretta manutenzione è fondamentale per evitare contaminazioni microbiologiche.
Controlli e check regolari consentono infatti di verificare che i tubi enologici abbiamo la corretta resistenza chimica, necessaria a sopportare:
- detergenti alcalini;
- soluzioni acide;
- disinfettanti specifici.
Essenziale anche una puntuale sanificazione con acqua calda o vapore, che allunga la vita del tubo e preserva la qualità del vino, andando a sciogliere depositi organici, eliminare batteri e mantenere il tubo pulito più a lungo.
Questa deve però sempre essere preceduta da una verifica della temperatura massima supportata: alcuni tubi resistono a lavaggi con acqua calda fino a 70–120°C, mentre altri potrebbero deformarsi, irrigidirsi o danneggiarsi. Controllare questo dato permette di aumentare l’igiene e proteggere il tubo senza comprometterlo.
Checklist: come dimensionare l’impianto di tubazioni
Prima di scegliere il tubo enologico, è molto importante considerare questi parametri fondamentali:
- Diametro interno (DN): influisce sulla portata e sulla velocità del flusso e deve essere compatibile con le pompe presenti;
- Pressione di esercizio e di scoppio: garantisce sicurezza durante l’utilizzo ed evita rotture improvvise;
- Flessibilità e raggio di curvatura: riduce il rischio di piegature e blocchi ed è cruciale in spazi ridotti;
- Compatibilità con il prodotto: ilmateriale del tubo deve resistere al vino (etanolo) senza alterarsi e senza alterarlo.
Conclusione
Il vino è un prodotto vivo, sensibile e prezioso. Ogni componente dell’impianto, inclusi i tubi enologici, deve essere scelto con attenzione per preservarne qualità e identità.
Investire in tubazioni enologiche adeguate e certificate significa:
- evitare difetti organolettici;
- ottenere un prodotto finale di alto livello;
- migliorare l’efficienza operativa;
- garantire sicurezza e conformità normativa
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