I tubi flessibili industriali sono componenti essenziali negli impianti produttivi.
Si tratta di strumenti progettati per consentire il trasferimento di fluidi, gas o materiali solidi tra diversi macchinari, che collegano i diversi punti di un impianto e compensano vibrazioni e movimenti.
Se scelti in modo corretto, contribuiscono in modo concreto alla sicurezza, alla continuità operativa e alla durata complessiva dell’impianto.
Proprio per questo, la selezione richiede particolare attenzione a diversi aspetti tecnici, che analizzeremo in questo articolo:
- materiali dei tubi flessibili;
- misure (diametro tubo, spessore, filettature);
- normative di riferimento;
- checklist tecnica per non sbagliare scelta.
Tubi flessibili per l’industria: cosa sono e quando utilizzarli
I principali compiti dei tubi flessibili per l’industria sono:
- trasporto sicuro di liquidi, gas, vapori e polveri all’interno degli impianti;
- assorbimento delle vibrazioni generate da pompe, compressori e macchinari;
- compensazione dei movimenti e delle dilatazioni termiche dovute a variazioni di temperatura o assetto dell’impianto.
Risultano particolarmente indicati per quegli ambienti in cui, oltre all’affidabilità e alla resistenza, è richiesta anche una buona flessibilità di installazione. Offrono infatti una maggiore adattabilità : possono piegarsi ed essere utilizzate anche in percorsi non lineari.
I tubi flessibili industriali fanno parte del sistema di piping industriale, che comprende:
- tubi rigidi;
- tubazioni flessibili;
- raccordi;
- valvole;
- flange;
- accessori.
Si tratta dell’insieme strutturato di tutti quegli elementi che collegano tra loro le diverse apparecchiature per consentire il corretto convogliamento dei fluidi e la sicurezza dell’impianto.
I principali materiali utilizzati nei tubi flessibili
I tubi flessibili industriali sono disponibili in commercio in differenti materiali, che garantiscono prestazioni specifiche in termini di resistenza, flessibilità , durata e sicurezza.
La scelta dipende dal tipo di prodotto trasportato, dalle temperature di esercizio e dalla pressione a cui il tubo sarà sottoposto
o dalle condizioni ambientali in cui viene impiegato e deve essere fatta con attenzione: un materiale non compatibile può portare a usura precoce,
inquinamento del prodotto, perdite o guasti improvvisi.
Tra i materiali più utilizzati troviamo:
- Gomma (NR, NBR, EPDM, ecc.);
- PVC e poliuretano (PU);
- PTFE (Teflon);
- Silicone
Quale tubo flessibile scegliere? Categorie industriali e utilizzi
Oltre al materiale, la scelta del tubo deve basarsi anche sul tipo di applicazione specifica. In ambito industriale esistono diverse categorie di tubi flessibili, progettate per rispondere a esigenze operative differenti. Le principali sono:
- Tubi flessibili per alimenti: realizzati con materiali certificati per il contatto alimentare, sono progettati per garantire igiene e sicurezza nei processi produttivi del settore food & beverage
e dell’industria alimentare in genere;
- Tubi flessibili per aspirazione: sviluppati per il convogliamento di trucioli, polveri, granuli e scarti leggeri, hanno una struttura rinforzata da una spirale metallica o in materiale plastico e una buona resistenza meccanica;
- Tubi per oli minerali e carburanti: impiegati principalmente in officine e impianti industriali che operano con fluidi oleosi, sono formulati per resistere all’azione di idrocarburi, oli minerali e combustibili;
- Tubi per acqua e fluidi inerti: impiegati in circuiti di raffreddamento e impianti di servizio, servono a convogliare acqua e liquidi non aggressivi e fungono anche da collegamenti flessibili tra macchinari;
- Tubi per acqua calda e vapore: progettati per operare con temperature e pressioni elevate, sono componenti ideali per impianti di lavaggio industriale, processi termici e linee di vapore;
- Tubi per materiali abrasivi: vengono utilizzati nella movimentazione di materiali solidi e nelle lavorazioni industriali più gravose con polveri, sabbie, granuli o altri materiali, anche pesanti,
ad alto coefficiente di abrasione;
- Tubi per aria compressa: utilizzati negli impianti pneumatici e nelle linee di distribuzione dell’aria, dove serve flessibilità , resistenza alla pressione e sicurezza operativa nell’utilizzare utensili ad aria compressa;
- Tubi per chimici e solventi: operano con le sostanze aggressive presenti nell’industria chimica, e in tutti quei processi in cui il tubo entra in contatto con solventi, acidi o prodotti corrosivi;
- Tubi per gas e saldatura: progettati per il trasporto di gas tecnici e combustibili, garantiscono il rispetto delle normative di sicurezza vigenti nelle operazioni di saldatura e nei processi industriali che impiegano gas.
Come capire le misure di un tubo
Capire le misure di un tubo flessibile industriale è essenziale per garantire compatibilità , prestazioni e sicurezza all’impianto.
Il primo parametro da considerare è il diametro, sia interno (ID – Internal Diameter) che esterno (OD – Outer Diameter).
Il primo quantifica la sezione utile al passaggio del fluido e determina la portata del fluido (più grande è l’ID, maggiore è la portata possibile a parità di pressione).
Molto importante verificare anche il diametro nominale, una misura standardizzata che riconosce commercialmente il tubo (non sempre coincide esattamente con l’ID reali).
Un altro parametro fondamentale è lo spessore della parete del tubo flessibile, da calcolare tramite la formula (OD – ID) / 2 e utilizzando un calibro, così da rilevare con precisione il diametro interno ed esterno.
Come capire se l’impianto e le tubazioni sono in buone condizioni?
Per valutare lo stato di salute delle tubazioni flessibili industriali è necessario effettuare controlli periodici e saper riconoscere i principali segnali di usura:
- crepe;
- rigonfiamenti;
- abrasion;
- perdite di fluido;
- indurimento del materiale.
Si tratta infatti di indicatori chiari che il tubo sta perdendo le proprie caratteristiche e va sostituito.
Checklist tecnica per scegliere il tubo corretto (Metodo S.T.A.M.P.E.D.)
Per scegliere il tubo flessibile corretto è possibile sfruttare il metodo S.T.A.M.P.E.D.: un approccio strutturato per l’analisi di tutti i parametri fondamentali, che riassume i principali fattori critici.
Ecco una checklist tubo flessibile pratica:
- S – Size (dimensioni): ID, OD, lunghezza, per garantire portata adeguata e compatibilità con l’impianto;
- T – Temperature: temperatura del fluido e dell’ambiente, per scegliere correttamente il materiale del tubo;
- A – Application: come e dove verrà usato;
- M – Material: compatibilità chimica e meccanica;
- P – Pressure: pressione di esercizio e di picco, essenziale per evitare cedimenti o scoppi;
- E – Ends (raccordi): tipo di attacco, passo;
- D – Delivery (documentazione): certificazioni e tracciabilità del prodotto.
Utilizzare questa checklist S.T.A.M.P.E.D. permette di effettuare una selezione tecnica consapevole, eliminando i rischi di errore.
Normative e certificazioni
Alcuni riferimenti chiave a livello di normative e certificazioni per i tubi flessibili industriali da tenere in considerazione, sono:
- PED: Direttiva per attrezzature a pressione;
- ATEX: Sicurezza in atmosfere potenzialmente esplosive;
- EN 853 – 856: Standard per tubi oleodinamici e idraulici;
- ISO: Norme internazionali di qualità e sicurezza;
- MOCA: Materiali a contatto con alimenti (UE);
- FDA: Conformità per contatto alimentare (USA).
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