Tubi Oleodinamici: struttura, trecce o spirali di rinforzo e pressione di esercizio — guida alla scelta

I tubi oleodinamici sono componenti essenziali per un impianto idraulico. Hanno il compito di trasportare fluidi in pressione tra pompe, valvole, cilindri e altri componenti del circuito. 

Durante il loro funzionamento sono quindi sottoposti costantemente a sollecitazioni meccaniche e condizioni operative impegnative. Per questo scegliere un tubo non adeguato può essere molto pericoloso, provocando:

  • perdite;
  • rotture improvvise;
  • fermi macchina;
  • danni all’impianto;
  • rischi per gli operatori (in caso di fuoriuscita di fluido ad alta pressione).

Per scegliere correttamente un tubo oleodinamico occorre quindi valutare con attenzione diametro e raccordi, ma non solo. È necessario anche valutarne struttura e tipo di rinforzo, conoscere la differenza tra tubo trecciato e tubo spiralato e verificare alcuni parametri fondamentali. I più importanti includono pressione di esercizio, raggio minimo di curvatura, temperatura, compatibilità con il fluido e norma tecnica di riferimento.

Vediamo di seguito come è fatto un tubo oleodinamico e quando sostituirlo, quali sono le differenze tra le diverse tipologie di rinforzo, come interpretare pressione di esercizio e pressione di scoppio e le norme tecniche.

Per approfondire invece gli aspetti legati a manutenzione e vita utile dei tubi flessibili è possibile consultare la nostra guida dedicata.

Come è fatto un tubo oleodinamico

La struttura di un tubo oleodinamico è composta generalmente da più strati, ognuno con una funzione specifica. Questa configurazione assicura tenuta, resistenza alla pressione, flessibilità e protezione dagli agenti esterni.

In linea generale, i tubi idraulici ad alta pressione sono composti da 3 parti:

  • strato interno: essendo a contatto diretto con il fluido, deve garantire compatibilità chimica con l’olio o con il fluido idraulico utilizzato e grande tenuta nelle condizioni di temperatura previste dall’impianto. A seconda dell’applicazione possono essere impiegati materiali differenti, tra cui specifiche mescole elastomeriche come l’NBR o, per determinate esigenze, materiali come il PTFE;
  • rinforzo: posizionato intorno allo strato interno, il rinforzo metallico assicura la resistenza meccanica necessaria per resistere alle pressioni generate dal circuito. Può essere realizzato con trecce o spirali in acciaio, oppure con fibra tessile/aramidica, in funzione della tipologia di tubo e dell’applicazione;
  • copertura esterna: è lo strato più esterno e protegge la struttura del tubo dall’ambiente nel quale viene installato. Deve contrastare abrasione, agenti atmosferici, ozono, raggi UV, oli e sostanze chimiche. Rappresenta un elemento di cruciale importanza, che assicura che il rinforzo non si deteriori e che l’intera tubazione non venga compromessa.

Tubo trecciato vs tubo spiralato: quando scegliere l’uno o l’altro

La differenza principale tra tubo trecciato e tubo spiralato riguarda la configurazione del rinforzo. 

Nel tubo trecciato, i fili di acciaio sono intrecciati tra loro formando una o più trecce: questa struttura garantisce un buon compromesso tra resistenza e flessibilità.

Nel tubo spiralato, invece, il rinforzo è costituito da più strati di fili di acciaio disposti a spirale, per sostenere pressioni elevate e cicli di lavoro particolarmente impegnativi. 

La scelta dipende soprattutto da pressione, impulsi, flessibilità richiesta e condizioni operative.

TipologiaRinforzoPressione indicativaFlessibilitàApplicazione tipica
Trecciato1-2 trecce metallicheMediaAltaImpianti mobili, macchine agricole
Spiralato4-6 spirali metallicheAltaMedia-bassaImpianti fissi, alta pressione continua

Pressione di esercizio e pressione di scoppio: il fattore di sicurezza 4:1

Nella scelta dei tubi idraulici ad alta pressione, è importante capire quanta pressione il tubo può sopportare in sicurezza. 

Per farlo occorre distinguere due valori indicati nelle specifiche tecniche: 

  • pressione di esercizio (o working pressure): indica la pressione massima alla quale il componente è progettato per lavorare nelle condizioni previste;
  • pressione di scoppio: è il valore rilevato attraverso specifiche prove distruttive e non rappresenta una pressione alla quale il tubo possa essere utilizzato normalmente.

In molte classificazioni di tubi oleodinamici viene adottato un coefficiente di sicurezza 4:1 tra la pressione minima di scoppio e la pressione massima di esercizio.

La formula di riferimento è: pressione minima di scoppio ≈ 4 × pressione massima di esercizio.

Il dato deve però essere verificato sulla specifica norma e sulla scheda tecnica del prodotto, senza applicare automaticamente il rapporto a qualsiasi tubazione.

Attenzione ai picchi di pressione

Il margine di sicurezza previsto in origine può essere compromesso dalle effettive condizioni di utilizzo. 

Picchi di pressione, temperature non compatibili, torsioni, abrasioni, invecchiamento o un montaggio scorretto possono infatti accelerare il deterioramento della tubazione e ridurne l’affidabilità.

Per questo, un tubo apparentemente integro non è necessariamente un tubo sicuro: oltre all’ispezione esterna è fondamentale rispettare le condizioni di esercizio, le indicazioni del produttore e il programma di manutenzione previsto.

La sicurezza dipende anche dall’intero assemblaggio. secondo la norma SAE J517 ad esempio, se tubo e raccordo hanno pressioni massime di esercizio diverse, bisogna sempre considerare quella più bassa. 

Raggio di curvatura minimo e installazione corretta

Un altro fattore che limita la vita utile di un tubo oleodinamico è l‘installazione errata. 

Per evitare errori, uno dei parametri fondamentali da considerare è il raggio minimo di curvatura, indicato dal produttore. Piegare il tubo oltre questo limite può: 

  • deformare la sezione;
  • sollecitare eccessivamente il rinforzo;
  • compromettere le prestazioni della tubazione.

Il rischio concreto è la comparsa di perdite, danneggiamenti del rinforzo. Nei casi più gravi possono anche verificarsi rotture improvvise del tubo, con conseguenti fermi macchina e possibili rischi per gli operatori.

Una corretta posa è particolarmente importante nelle macchine operatrici, dove vibrazioni e movimenti sottopongono continuamente la tubazione a sollecitazioni.

Nel catalogo ERAM è possibile consultare la categoria tubazioni flessibili oleodinamica e individuare la soluzione più adatta alle caratteristiche dell’impianto.

Norme di riferimento: EN 853, EN 856, EN 857 e SAE 100R

Le norme tecniche di riferimento permettono di identificare requisiti costruttivi e prestazionali dei tubi e degli assiemi destinati ai sistemi idraulici. Tra i riferimenti più conosciuti troviamo le famiglie EN 853, EN 856, EN 857 e SAE J517/100R.

Norma / famigliaCaratteristica principalePressione MAX indicataApplicazione consigliata
EN 853Tubi idraulici rivestiti in gommaFino a 415 BarCircuiti oleodinamici, macchine agricole e industriali
EN 856Tubi idraulici rivestiti in gomma per applicazioni gravoseFino a 450 BarAlta pressione e condizioni operative severe
EN 857Tubi idraulici compattiFino a 400 BarImpianti compatti e installazioni con spazi ridotti
SAE J517/100RFamiglia di specifiche per tubi idrauliciVariabile secondo classe e diametroSistemi idraulici mobili e stazionari

Possibile approfondire anche il tema delle normative e certificazioni dei tubi industriali nella guida dedicata. 

I 5 segnali che indicano quando sostituire un tubo oleodinamico

  1. Screpolature/rigonfiamenti esterni: deformazioni e danni visibili della copertura possono indicare deterioramento, sfregamento, incompatibilità con l’ambiente di lavoro o problemi interni.
  1. Perdite (anche minime): anche una perdita apparentemente minima deve essere analizzata. Può dipendere dal tubo, dal raccordo, dalla crimpatura o da altri componenti.
  1. Indurimento/perdita di flessibilità: il progressivo irrigidimento del materiale può essere legato all’invecchiamento oppure all’esposizione prolungata a temperature e condizioni ambientali gravose.
  1. Danni visibili al rinforzo: se abrasioni o tagli hanno raggiunto il rinforzo, l’integrità strutturale del tubo può essere compromessa. Il componente deve essere valutato immediatamente e, quando necessario, sostituito.

In caso di sostituzione del tubo è importante controllare anche raccordi e altri componenti dell’assemblaggio, verificandone condizioni e compatibilità. Per saperne di più consulta la categoria raccorderia, valvole e accessori sul sito Eram.

Domande frequenti sui tubi oleodinamici

Quanto dura in media un tubo oleodinamico?

Non esiste una durata valida per qualsiasi tubo. Pressione, temperatura, cicli di lavoro, fluidi, abrasione, raggi UV, vibrazioni e modalità di installazione possono modificare sensibilmente la vita utile. Per stabilire gli intervalli di controllo e sostituzione è necessario fare riferimento alle indicazioni del produttore e alle condizioni effettive di utilizzo.

Che differenza c’è tra EN 853 e EN 856?

In termini generali, la EN 853 riguarda tubi idraulici rinforzati con trecce metalliche, mentre la EN 856 riguarda tubi con rinforzo a spirale metallica, destinati anche ad applicazioni particolarmente gravose. La scelta deve comunque essere effettuata verificando la specifica classe richiesta dall’impianto.

Un tubo oleodinamico danneggiato si può riparare o va sempre sostituito?

In presenza di un danno strutturale, improvvisare riparazioni sulla parte flessibile può compromettere la sicurezza dell’assieme. Occorre identificare la causa del problema e valutare la sostituzione del tubo e, dei relativi raccordi con componenti correttamente dimensionati e compatibili.

Cosa succede se supero la pressione di esercizio indicata?

Superare la pressione massima prevista significa utilizzare il tubo fuori dalle condizioni per cui è stato progettato. Questo accelera il deterioramento e aumenta il rischio di perdita o cedimento. Anche i picchi di pressione devono quindi essere considerati nel dimensionamento del circuito.

Conclusioni

Un tubo oleodinamico può sembrare un elemento semplice, ma rappresenta in realtà un componente cruciale per la sicurezza di un impianto idraulico. 

La scelta corretta del tubo consente infatti di ottenere le prestazioni richieste, ma anche di ridurre il rischio di guasti, sostituzioni premature e fermi macchina.

ERAM è specializzata nel taglio e nella raccordatura di tubazioni flessibili per oleodinamica e offre consulenza tecnica e soluzioni su misura in funzione delle specifiche esigenze dell’impianto.

Devi scegliere o sostituire un tubo oleodinamico?

Contatta i tecnici ERAM per richiedere la scheda tecnica o una consulenza per il corretto dimensionamento.

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