Normative e certificazioni dei tubi industriali: ATEX, FDA, EN e ISO

Nel mondo dei tubi industriali flessibili, scegliere il prodotto giusto è complesso. 

Come abbiamo spiegato in questo articolo, richiede infatti massima attenzione verso alcuni aspetti tecnici cruciali, come diametri, misure e pressioni. 

A questi si aggiunge un altro fattore spesso sottovalutato: i materiali, che consentono di allungare la vita utile del tubo e ridurre gli interventi di manutenzione e sostituzione.

C’è poi un elemento chiave da considerare, ovvero normative e certificazioni, che rappresentano il vero discrimine tra un impianto sicuro ed efficiente e uno esposto a rischi operativi e legali.

In questo articolo analizziamo le principali Certificazioni e Normative tubi industriali flessibili: ATEX, FDA, EN e ISO, chiarendo quando sono necessarie e come interpretarle.

Cosa rende un tubo flessibile davvero “Certificato”?

Un tubo flessibile viene definito certificato (o con certificazione) quando rispetta specifici standard normativi, riconosciuti a livello nazionale o internazionale.

Per ottenere questo sigillo, deve superare rigorosi test tecnici effettuati da Enti predisposti, che ne riconoscono prima di tutto sicurezza e affidabilità

Questo garantisce che il tubo è correttamente progettato per resistere a precise condizioni di esercizio e per limitare rotture e perdite di fluidi o gas.

La certificazione assicura inoltre che i materiali con cui è prodotto sono conformi e idonei all’applicazione in cui deve essere impiegato.

Infine, ogni tubo flessibile certificato è completamente tracciabile: grazie alla documentazione e alle marcature è possibile risalire al produttore, ai lotti e ai controlli effettuati, offrendo così un ulteriore livello di trasparenza e controllo.

La differenza tra UNI, EN e ISO: come orientarsi

Quando si parla di certificazione dei tubi industriali, non si fa riferimento ad un unico standard normativo. Esistono infatti diversi livelli di standardizzazione, ciascuno con un preciso ambito geografico e normativo. Conoscere la differenza tra le diverse sigle diventa quindi fondamentale per scegliere il prodotto giusto.

Le tre principali e più utilizzate sono:

  • UNI (Ente Italiano di Normazione): definisce le norme tecniche valide a livello nazionale e, anche se si basano su standard internazionali, sono adattate al contesto italiano;
  • EN (European Norm): rappresenta gli standard armonizzati a livello europeo, obbligatori per garantire la libera circolazione dei prodotti all’interno dell’UE;
  • ISO (International Organization for Standardization): si riferisce al livello più alto di standardizzazione, riconosciuto a livello globale.

Non si tratta di certificazioni separate, ma integrate e spesso sovrapposte tra loro per assicurare uniformità tecnica e sicurezza lungo tutta la filiera produttiva.

Per orientarsi al meglio è essenziale non basarsi esclusivamente sulla sigla, ma guardare al contesto applicativo e territoriale di riferimento, consapevoli che più uno standard è condiviso a livello internazionale, maggiore è la sua affidabilità e riconoscibilità nei mercati globali.

Marcatura e Tracciabilità: come leggere i dati stampati sul tubo

Tutti i tubi flessibili certificati riportano una marcatura direttamente sulla superficie (stampata in modo continuo o ripetuto lungo tutta la lunghezza).

Non si tratta di una semplice etichetta, ma una vera e propria carta d’identità tecnica del prodotto che descrive:

  • nome del produttore;
  • norma di riferimento;
  • pressione di esercizio (WP o Working Pressure);
  • pressione di scoppio (BP o Burst Pressure);
  • diametro nominale (DM);
  • lotto di produzione (o data).

Queste informazioni sono cruciali per avere una tracciabilità completa del tubo: non solo consentono di verificare la conformità normativa, ma aiutano anche a gestire la manutenzione, identificare eventuali difetti e facilitare i controlli durante audit e ispezioni.

La marcatura, oltre ad essere un requisito obbligatorio, è anche uno strumento utile per la gestione del rischio e la continuità operativa.

Certificazione FDA e MOCA: Sicurezza per il Settore Alimentare

I tubi flessibili impiegati nel settore alimentare devono rispettare normative estremamente stringenti. 

In Europa, il riferimento è la certificazione MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con Alimenti), una in dichiarazione di conformità obbligatoria (Reg. CE 1935/2004) che: 

  • attesta che il prodotto rispetta la normativa sulla sicurezza alimentare;
  • garantisce la tracciabilità lungo tutta la filiera;
  • contiene le informazioni tecniche necessarie sull’idoneità del materiale.

Il riferimento principale è il Regolamento UE 10/2011, che disciplina in particolare i materiali plastici, stabilendo limiti di migrazione e requisiti di sicurezza. 

Questa dichiarazione deve essere disponibile per eventuali controlli da parte delle autorità.

Per i tubi flessibili destinati invece al mercato USA esiste la certificazione FDA, emessa dall’Ente che regolamenta i materiali a contatto con alimenti (Food and Drug Administration).

La Certificazione FDA tubi alimentari attesta che i materiali utilizzati non rilasciano sostanze nocive, sono idonei al contatto con alimenti e rispettano specifici limiti di migrazione chimica, secondo specifici standard americani. 

I tubi per alimenti di alta qualità sono progettati per essere conformi a entrambe le normative, così da poter essere utilizzati e commercializzati a livello globale senza restrizioni.

In questo contesto, un ulteriore elemento distintivo è l’utilizzo di materiali “Phthalates Free” (senza ftalati). Questi prodotti sono sempre più richiesti per garantire un livello superiore di sicurezza alimentare, ridurre il rischio di contaminazione e  migliorare la conformità alle normative internazionali.

Sicurezza in Ambienti Pericolosi: La Normativa ATEX

Negli ambienti a rischio di esplosione la normativa di riferimento è la ATEX (ATmosphères EXplosibles). 

Si tratta dell’insieme di direttive europee che stabiliscono i requisiti di sicurezza necessari per prevenire l’innesco di esplosioni, dividendo le zone in due macro-categorie in base alla natura della sostanza infiammabile: gas, vapori e nebbie (Zone 0, 1, 2) e polveri combustibili (Zone 20, 21, 22).

In particolare, uno dei principali rischi negli impianti industriali è legato alla formazione di cariche elettrostatiche durante il passaggio di fluidi o polveri all’interno dei tubi. 

Se non correttamente dissipate, queste cariche possono generare scintille, innescando esplosioni in ambienti classificati.

Alcuni prodotti, come i tubi per aggressivi, chimici e solventi, devono quindi essere rigorosamente progettati per evitare l’accumulo di cariche elettrostatiche durante il loro utilizzo, tramite:

  • spirali metalliche integrate nella struttura del tubo;
  • cordicelle in rame conduttive;
  • mescole di gomma o materiali plastici con proprietà antistatiche o conduttive;
  • resistenza elettrica entro valori ben precisi, per garantire la corretta messa a terra del sistema.

In questo modo, il tubo non diventa una possibile fonte di innesco, ma un elemento attivo nella sicurezza dell’impianto.

Standard ISO e EN: La garanzia di Prestazione Meccanica

Quando si parla di prestazioni meccaniche dei tubi flessibili, le normative di riferimento sono la ISO (International Organization for Standardization) ed EN (European Norm).

Lo standard ISO definisce i requisiti tecnici condivisi tra diversi Paesi, facilitando il commercio internazionale e garantendo standard uniformi di qualità e sicurezza. 

Un esempio rilevante è la normativa ISO 3821, specifica per i tubi destinati alla saldatura, che regola il loro utilizzo in applicazioni con gas combustibili e ossigeno. Serve ad assicurare il rispetto di caratteristiche essenziali, come: 

  • resistenza a pressione e temperatura;
  • sicurezza contro eventuali perdite;
  • piena compatibilità con i gas tecnici impiegati nei processi industriali.

Lo standard EN invece, armonizzata a livello europeo, garantisce  che i prodotti rispettino requisiti comuni, permettendo la libera circolazione all’interno del mercato UE.

​​Un caso tipico è la EN 12115, che riguarda i tubi per prodotti chimici, ma esistono anche numerosi standard europei specifici per applicazioni in mandata e vuoto.

Queste certificazioni assicurano che il tubo sia in grado di:

  • resistere alla pressione interna senza deformazioni o cedimenti;
  • mantenere stabilità anche in condizioni di aspirazione (vuoto);
  • avere lunga durata operativa nel tempo.

Spesso le norme ISO vengono recepite come EN (diventando EN ISO) e poi adottate anche a livello nazionale (es. UNI EN ISO).

Dal punto di vista pratico, tutte queste informazioni sono riportate direttamente sulla marcatura del tubo. Una dicitura tipica include il nome del produttore, la norma di riferimento, il diametro nominale, la pressione di esercizio e il lotto di produzione. Leggendo la marcatura, è quindi possibile verificare conformità, prestazioni e tracciabilità del tubo.

Perché la certificazione è un investimento?

Nel mondo industriale, puntare su tubi certificati non rappresenta un costo, ma un investimento strategico. 

Questa scelta garantisce infatti tutta una serie di vantaggi estremamente importanti a livello operativo e di gestione dei costi, tra cui:

  • riduzione dei rischi di fermo macchina: un tubo flessibile conforme riduce guasti improvvisi e interruzioni produttive;
  • protezione legale del RSPP: in caso di incidenti, la conformità normativa tutela il responsabile sicurezza, mettendo al riparo l’Azienda stessa da possibili conseguenze;
  • maggiore durata nel tempo: tubi realizzati con materiali certificati resistono meglio a pressione, temperatura e agenti chimici, aumentando la loro vita utile e riducendo la necessità di interventi e manutenzione straordinaria.

Optare per tubi certificati significa quindi investire in sicurezza, continuità operativa e affidabilità nel lungo periodo, trasformando un semplice componente in un vero valore strategico per l’intero impianto.

Conclusioni: Come scegliere il tubo giusto con la consulenza Eram

Orientarsi tra normative come ATEX, FDA, EN e ISO può sembrare complesso, ma è fondamentale per garantire sicurezza, efficienza e conformità.

La scelta corretta non deve essere mai casuale, ma basarsi sul tipo di applicazione specifica del tubo flessibile, sull’ambiente operativo e sul tipo di fluido trasportato.

Il modo più efficace per evitare errori è affidarsi a una consulenza tecnica specializzata come quella garantita da Eram, punto di riferimento ad Asti e nel Nord Italia per la fornitura di componenti industriali.

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